Don Luigi Bosio
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Scritti

 



La liturgia di Pentecoste celebra, in un'estasi d'amore, il natale e l'epifania gloriosa della Chiesa.

Ed è soprattutto nel mistero Eucaristico, che rifulge la virtù di questo "mirabile sacramento": intendo, il sacramento della Chiesa, perché è qui che Essa apre, con ineffabile tenerezza e fecondità, la sua maternità verginale, nella generazione dei figli di Dio.

Hi quidem filii: qui, in Ecclesia nati et de Ecclesia, sensu Ecclesiae aguntur.

Chiesa una, santa, cattolica, apostolica: nella nostra stupenda fede. Piena di grazia e di verità, da non aver bisogno di mendicare nulla da nessuno: mentre a Lei, come a vera Madre, tutti devono correre ed appoggiarsi con fiducia.

Columna veritatis.

Non intendo prendere le difese della Chiesa, che di difesa non ha bisogno. Piuttosto desidero offrirLe una filiale testimonianza di venerazione e di riconoscenza.

Posso chiedere: Conosco io la Chiesa?

Perché si accusa la Chiesa?

Amo la Chiesa, Madre mia!

Conosco la Chiesa?

Mi rallegro con Lei, offrendoLe mille titoli di onore, nella felice incapacità di non potermi esaurire nella lode.

Poiché è un mistero!

È il Corpo di Cristo: il suo Corpo plenario: la sua pienezza.

È la forma divina del mondo: Sine macula et sine ruga.

Propter maculam Sponsus abluit eam in sanguine; propter rugam extendit in Cruce  (Aug. in Ps. 44).

Cos'è, che ho da dire contro di Lei?

Io La accuso della sua struttura: giuridica, autoritaria, trionfalistica, imperialistica...

Io La accuso perché disincarnata e alienante: superficiale e insincera: invecchiata ed impotente.

La richiamo fortemente alla necessità d'una demitizzazione della sua teologia, della morale, della prassi sacramentale, della liturgia.

Prenderò coraggio e le dirò che "nessuna confessione e nessuna conversione sarà sufficiente a far cancellare dal tempo le sue colpe...!"

Ahimè, povera Mamma!

Molti contestatori intentano alla Chiesa un processo da estranei invece che da figli: i quali sanno che la santità della Madre è la somma della santità dei figli.

«Perché chi pretende dalla Chiesa "vertici" più santi, più poveri, più servizievoli, dimentica che qualunque vertice è sempre l'ultima - anche se più alta - di tutte le pietre, che formano la piramide? Chi umilmente ha voluto la Chiesa più santa, più povera, più servizievole, si è fatto lui più santo, più povero, più servizievole, e ha dilatato ed irrobustito - dalla base al vertice - la piramide del Corpo di Cristo sulla terra».

Perché, dunque, invece di accusare la Chiesa, non accuso me stesso?

Ecco la tavola di salvezza: Cristo, sì: la Chiesa, no!

«Quare credis de capite et non credis de corpore? Quid tibi fecit Ecclesia, ut eam velis quodam modo decollare? Tollere vis Ecclesiae caput, et capiti credere: corpus delinquere, quia exanime corpus»  (Aug. Serm. 129).

NON POTEST HOC CORPUS DECOLLARI.

Perché non accuso me stesso?

«Discite quod amare debetis, ut amare possitis. Qui enim diligit decorem domus Dei, non est dubium quod Ecclesiam diligit. Nolo dicas: Quaesivi et non inveni. Ideo enim quaesisti et non invenisti, quia quod quaesisti, tu non fuisti»  (Aug. Serm. 15).

Amo la Chiesa, Madre mia.

«O Dio eterno, ricevi il sacrificio della mia vita in questo Corpo mistico della santa Chiesa. Io non ho che dare altro, se non quello che hai dato a me. Tolli il cuore, dunque, e premilo sopra la faccia di questa Sposa. Allora Dio eterno, volgendo l'occhio della clemenza sua, divellava il cuore, e premevalo nella santa Chiesa.

Io non mi vorrei restare, infine che io mi vedessi che per onore di Dio mi giungesse uno coltello, che mi trapassasse la gola; sicché il sangue mio rimanesse sparto nel Corpo mistico della santa Chiesa. Potessimo morire spasimati in questa dolce Sposa!»  (S. Caterina da Siena).

   

IGNIS CHARITAS: VENI

O CARITÀ, O AMORE TUTTO FUOCO: VIENI!

 

 

Don Luigi Bosio, Pentecoste. 30 Maggio 1971, «Medium Silentium», Giugno 1971, Anno II, N. 4 (207).


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