Don Luigi Bosio
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Omelia del 11.10.1987

 

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Celebrazione Eucaristica della XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (11.10.1987)

«Su questo monte». Su questo monte. Quale monte? Una montagna altissima! E la base, la profondità e le radici tanto profonde quanto è necessario per sostenere questa montagna, per farla salire fino ai cieli. Su questo monte. Ecco, la cima, per così dire, viene come tolta, abbassata, umiliata. E' sempre Lui questo monte. Questo monte è Lui. Una grande spianata, come a preparare una grande mensa nuziale, dove siamo invitati oggi a celebrare le nozze dello Sposo. Potessimo abbracciare questa montagna!

Domenica scorsa, quando abbiamo contemplato quel sassolino piccolo piccolo che s'è staccato dall'altissima montagna e giù precipita a valle, ora che è a valle è come un monte che copre tutta la terra: è Lui! Se non siamo capaci di abbracciare tutta la montagna, ho detto, pratichiamo a salire, più vicino che è possibile alla cima, là dove si stacca questo sassolino, dalla Vergine Madre, senza che nessuno la tocchi. Lo possiamo afferrare e stringere forte al nostro petto o spremere quel grappolo turgido che abbiamo raccolto nella vigna del Signore.

Su questo monte il Signore preparerà - e prepara - una mensa di grasse vivande, un banchetto, una mensa di vini eccellenti e cibi succulenti e vini raffinati.

Caro, carissimo profeta Isaia, cosa hai voluto dire e darci, quando hai scritto queste divine parole su questo monte? Perché tu sei tanto lontano, sei distante da noi due, tremila anni... Cosa hai visto? Risponde il Profeta: "Voi potete dire delle cose più belle e più vere di quelle che ho detto io, perché non lo vedete da lontano, questo monte, ma lo abbracciate, lo stringete. E' Lui".

Venite alle nozze! Venite alle nozze! Lo Sposo è il Re, la sposa è la Regina, la Regina. Lo Sposo è Lui, la Sposa è la Chiesa, la Sposa siamo noi. Lo Sposo offre il cibo ai convitati: si offre in cibo Lui stesso. Dice: "Mangiatemi! Mangiatemi! Lasciatevi mangiare: allora potrete mangiarmi".

Quando l'Angelico Dottore ha voluto celebrare in modo degno il Mistero Eucaristico, ad un certo momento dice: «O res mirabilis! Pauper, servus, humilis manducat Dominum!». Oh, cosa meravigliosa! Un povero servo, ma umile, mangia il suo Signore! O res mirabilis! Oh, cosa meravigliosa!

Se dicessi anche: "O Rex (non res), o Rex mirabilis! Pacificus, magnificus, munificentissimus!" Oh, cosa mirabile! Oh, Re meraviglioso! Pacifico, magnifico e munificentissimo!