Don Luigi Bosio
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Omelie

 

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Celebrazione Eucaristica della III Domenica di Avvento - Gaudete (12.12.1982)

«Gaudete in Domino!». Godete nel Signore! La traduzione dice «Rallegratevi nel Signore!». Ma non faccio un appunto alla traduzione se dico (mi piace di più): godete, gaudete. Dirò anche perché. Sono qui non per dire ma per dare. Per definizione, ogni sacerdote è dispensatore di doni. E questi doni sono i più grandi doni che si possano desiderare, in terra e in cielo. Sono dispensatori di misteri. So che dispensare questi doni e questi misteri può costare... può costare qualche goccia di sangue. Il sangue. Cos'è il sangue? Do una definizione mistica: il sangue è il sudore del cuore, il cuore che suda. Mi comprendete? Il sangue è il sudore del cuore. «Gaudete!». Il gaudio mi sembra qualcosa, come augurio della Chiesa oggi nella Liturgia, di più intimo (più che dire 'rallegratevi'), di più profondo, di più segreto, più permeato di silenzio, come si addice a un grande tesoro di cui sono estremamente geloso.

Il profeta Sofonia ci offre un suo versetto molto bello. E' tutta divinamente bella, la Scrittura Santa! Dice: «Dominus sinedit in dilectione sua». Nella traduzione questo 'sinedit' vuol dire 'farà silenzio'. 'Sinedit' non c'è, non lo trovate: lo avranno rapito gli Angeli! C'è invece un altro modo, che sostanzialmente dice quello che dice anche il testo della Volgata Antica. Ma io mi appoggio a questo «sinedit, Dominus sinedit». Il Verbo è tutto raccolto nel suo silenzio d'amore e nel suo amore del silenzio. «Sinedit in dilectione sua». Che scuola di santità! La scuola della Liturgia, la scuola del Verbo-Silenzio, del Verbo Silente, scuola di santità. La Liturgia non insegna (metto tra virgolette 'insegna'), non insegna come da una cattedra o da un libro la santità. Apre lo scrigno, apre la porta segreta e dice: «Qui è il Santo!». Questa è la Liturgia! Non insegna al modo di insegnare umano, ma apre la porta, apre lo scrigno e dice: «Qui c'è una Presenza. Qui c'è il Santo». E la Presenza vale immensamente di più di ogni scienza. La Presenza (e 'presenza' scrivetelo con la lettera maiuscola: Presenza. Lui, il Presente), la Presenza vale immensamente di più di ogni scienza. E la santità è la conversione della scienza in Luce e Fuoco. Colui che verrà vi battezzerà nello Spirito e nel Fuoco, nello Spirito e nel Fuoco.

Domenica scorsa ci siamo - a capo chino e curvi fino a terra, per così dire - inoltrati nei segreti più intimi della vita della Santa Trinità. Facciamo un passo molto timido, umilissimo, anche oggi. Vi dicevo, con il profeta Baruc: «Sta in excelso», su un monte altissimo e voltati verso Oriente e guarda il Sole. Invece di dire «Guarda ad Oriente», è lo stesso, ma: «Guarda il Sole» (anche qui lettera maiuscola, cubitale: il Sole! Il Sole Eterno). E aggiungevo: «Sta ad Orantem», fissa il Grande Contemplativo, l'Eterno Sacerdote, il Grande Pontefice: Cristo Gesù. Oggi aggiungo un'altra parola. Volendo, quello che dicevo in questo sguardo rivolto ad Oriente e all'Orante, «sta ad Orantem», (sta ad: preposizione con l'accusativo orantem), unisco la preposizione al sostantivo: «Audi, vide Adorantem». Guarda, ascolta Colui che adora. Chi è che adora? Fonte di ogni adorazione è la vita della Santa Trinità: là c'è l'adorazione eterna, i Tre che si consumano insieme nell'adorazione. E nella generazione del Verbo, il Verbo è come preso dalla meraviglia... dalla meraviglia dell'atto di questa generazione. E vide l'Onnipotenza del Padre suo. Vi dicevo Domenica: nella generazione del Verbo, generazione eterna, c'è un Infinito 'di più', che si unisce all'Infinito. Ed ecco un Infinito di compimento: il Calice Trinitario, per così dire, è all'orlo, sta per traboccare, incomincia a traboccare. E lo Spirito Santo è l'esuberanza di questo 'di più'. Esuberanza. «Caritas Dei diffusa est in cordibus nostris». Lo straripare di due fiumi, dall'Eterno e dal Figlio, dal Verbo, unendosi straripano nello Spirito Santo, che è l'esuberanza di questo 'di più', l'Infinito 'di più'.

Siamo nel mondo delle meraviglie! E' veramente il mondo delle meraviglie! «In altissimis» e «in profundis», negli altissimi cieli e nelle profondità di Dio. Il Mistero non è un sapere: è una Presenza, è un Avvento; o meglio ancora: è un Evento. E qui anzi la Liturgia dice oggi, «Prope est». Per questo c'è il colore rosaceo e il suono dell'organo. «Prope est. Gaudete! Prope est. Modestia vestra nota sit omnibus hominibus». Modestia, cosa vuol dire? Modus vivendi, cioè il vostro modo divino di vivere, rivelatelo a tutti, a tutto il mondo!

Saluto la Vergine Maria. Sapete che siamo fra due fronti di gaudio: il gaudio trionfale della Vergine Immacolata, «Gaudens gaudebo», e tra pochi giorni: «Annuntio vobis gaudium magnum», l'annuncio dell'Angelo, «Gaudium magnum». Maria, la santità di Maria, ha inondato di purezza e di bellezza tutto l'universo.